Ai primordi della Filosofia

Anche se si corre il rischio di muoversi su un terreno impervio costellato principalmente da grandi supposizioni, è curioso percorre il sentiero della Storia a ritroso per tentare di ritrovarsi all’inizio, dove tutto è iniziato. Anche se un po’ difficile da farsi, proviamo a ricostruire l’inizio di questa affascinante Scienza che è la Filosofia.

Il primo e più antico documento che troviamo relativo alla cosmogonia mitica è presso i Greci ed è la Teogonia di Esiodo. Un testo in cui confluisco tutte le tradizioni antiche legate alla Sapienza umana. Questa è a tutti gli effetti la ricerca di una soluzione ad un problema prettamente filosofico:

come è iniziato l’Universo?

La risposta però non è razionale ma mitica. Il Mito per molti secoli (e oggi ancora, anche se sotto forme diverse) continua ad essere la miglior risposta possibile alle domande a cui non si sa trovare una spiegazione logica.

Ferecide di Siro

Un altro grande pensatore greco, vissuto dopo Esiodo, è stato Ferecide di Siro, il poeta che ha scritto una cosmogonia giunta sino ai nostri giorni. Egli, però, fa una distinzione abbastanza netta tra la materia e la forza organizzatrice del mondo; la materia non ha la forza in sé ma ha bisogno di una forza dall’esterno che la metta in moto, un’idea interessante che si svilupperà successivamente in culture e miti in modo molto diverso anche se sempre fedele a quest’idea.

La Filosofia si sviluppa nel VI secolo a.C. come risposta alle religioni dei misteri dell’epoca, ai troppi dogmi e alle risposte fumose si ha il bisogno di sostituire delle spiegazioni più razionali. I culti che andavano per la maggiore all’epoca erano i seguenti:

  • il culto di Dioniso, proveniente dalla Tracia (la zona geografica che comprende il nordest della Grecia, il sud della Bulgaria e la Turchia europea);
  • il culto di Demetra, che si celebrava a Eleusi (in Grecia)
  • l’Orfismo, dedicato al culto di Dioniso.

Di per sé l’Orfismo offre un concetto davvero molto interessante riguardo alla Scienza, che sarebbe da considerare un vero e proprio

cammino di vita

un po’ come la ricerca, che conduce alla vera vita dell’uomo.

I primordi della Filosofia si basano anche sulla Leggenda dei sette savi; d’altronde lo sappiamo che Storia e Leggenda vanno a braccetto e a volte l’una si travesta con le sembianze dell’altra. A questi sette savi sono attribuite brevi sentenze di ordine morale, eccone alcune:

“Conosci te stesso” – Talete

“I più sono malvagi” – Biante

“È la carica che rivela l’uomo” – Biante

“Sappi cogliere l’opportunità” – Pittaco

“Blada a te stesso” – Chilone

“Non desiderare l’impossibile” – Chilone

Talete di Mileto

Come possiamo facilmente notare, tutti questi motti hanno di per sé una natura pratica o morale; in Grecia la Filosofia muove i suoi primi passi con lo scopo di mettere in luce la Saggezza della vita, non ha ancora quel carattere contemplativo che acquisterà nel futuro.

Generalmente si tende a riconoscere in Talete il primo tra i filosofi greci; il primo ad esprimere il concetto di legge che dà unita al mondo umano è stato Omero, nella sua Odissea possiamo ritrovare più volte un’idea che fa da collante un po’ per tutte le vicende raccontate: la fede nella legge di giustizia. Molto semplicemente questa legge farebbe in modo che a trionfare sia sempre il giusto e che l’ingiusto venga punito, per Omero i custodi di questa legge sono gli dèi. Anche Esiodo chiede aiuto agli dèi per spiegare il suo concetto di legge, secondo quanto ci racconta sarebbe personificata da Dike, una delle numerose figlie di Zeus, che spedirebbe di fianco al padre e vigilerebbe costantemente affinché gli ingiusti vengano puniti.

Secondo il pensiero di Solone non si può che affermare l’infallibilità della punizione di chi commette un’ingiustizia. Si solleva, però, un problema: la Moira (fortuna) a volte colpisce anche gli innocenti, come si può spiegare quindi questa infallibilità? Per Solone, ovviamente, c’è una risposta: la punizione colpirebbe l’innocente in modo preventivo, in modo da allontanarlo da qualsiasi possibile futuro eccesso.

“La cosa più difficile di tutte è cogliere l’invisibile misura della saggezza, la quale sola reca in sé i limiti di tutte le cose” – Solone

Eschilo, invece, sembra andare oltre; può essere tranquillamente considerato il profeta religioso della legge universale di giustizia.

Da queste poche domande, così semplici e dalla difficile risposta, la Filosofia muove i suoi passi e via via il suo percorso si farà più strutturato e ampio, anche un po’ difficile se vogliamo. La strada per la Saggezza è difficile, come ci ricordano nel favoloso Duomo di Siena.

Duomo di Siena – Il Monte della Sapienza

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