Goya – Capitolo 7: la maja

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Maja desnuda (1800 circa)

Siamo di fronte ad uno dei nudi più famosi della Storia dell’Arte.

Probabilmente Goya ha ricevuto questa commissione tra il 1797 e il 1800 da parte di Godoy, primo ministro dagli enormi poteri presso Carlo III.

1650 - Venere Allo Specchio
Diego Velázquez – Venere allo specchio (1650)

Questo quadro era destinato alla sua alcova ed era uno dei nudi che la decoravano; oltretutto era in buona compagnia dal momento che era vicino alla Venere allo specchio di Velázquez. Quest’ultimo quadro era stato un regalo che la Regina Maria Luisa gli aveva fatto quando erano amanti. Velázquez prende la scusa del personaggio mitologico per realizzare un quadro quanto più casto possibile, infatti non vengono messi in mostra né i seni né il pube della donna.

Goya non fa nulla di tutto ciò. La sua maja è una vera e propria donna in carne ed ossa e sensualità, di conseguenza mostra tutto quello può mostrare. Per la prima volta nella Storia dell’Arte siamo di fronte ad un’opera che mette in mostra anche i peli pubici!

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Particolare del volto

L’espressione della donna è talmente disinibita che quasi ci mette in imbarazzo quando la fissione negli occhi.

In quest’opera Goya raggiunge una perfezione stilistica e pittorica quasi unica. La luce è talmente intensa da rendere tutto ciò che tocca luminoso, si potrebbe osare quasi dire luminescente. L’ambiente, invece, è oscuro e crea un contrasto tale con il corpo da dare l’impressione che sia sospeso.

Si è scritto molto su chi possa essere la donna ritratta. Qualcuno ha avanzato anche l’ipotesi che potesse trattarsi della duchessa di Alba. Teoria alquanto improbabile se si pensa che nel 1800 la donna si ammalò di tubercolosi e morì nel 1802. La teoria più accreditata è quella seconda la quale la donna rappresentata sia Pepita Tudò, amante di Godoy.

Godoy si concesse un vezzo curioso. Commissione un secondo quadro, in cui era rappresentata la stessa donna, nella stessa posizione ma completamente vestita. In questo modo, sovrapponendo le due tele faceva “cambiare d’abito” la donna in base alla necessità del momento.

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Maja vestida (1800-1803 circa)

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